16 giugno 2009

Sisma in Abruzzo: contribuenti “fuori cratere” alla cassa

A seguito del disastroso sisma che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile scorso, il Ministero dell’economia e delle finanze, con il Decreto 9 aprile 2009, aveva disposto, per tutti i contribuenti residenti nella Provincia di L’Aquila alla data dell’evento, la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari che scadevano nel periodo compreso tra il 6 aprile ed il 30 novembre 2009.

 

La disposizione consentiva, quindi, a tutti i soggetti con domicilio fiscale o sede operativa nella Provincia colpita dal terremoto, di concentrare gli sforzi sul ristoro dei danni economici e sulla ricostruzione del tessuto economico-sociale del territorio. Il Decreto, con grande buon senso, non faceva alcuna distinzione tra i comuni “dentro il cratere” (ossia, quelli che “hanno risentito un’intensità MSC uguale o superiore al sesto grado“) e quelli “al di fuori del cratere“.

 

L’Ordinanza ministeriale n. 3780 del 6 giugno 2009, a due mesi esatti dall’evento sismico, ha inaspettatamente disposto la ripresa degli adempimenti e dei versamenti tributari per i soggetti aventi domicilio fiscale nel comuni “al di fuori del cratere“, ancorché danneggiati in modo serio e con molti edifici dichiarati inagibili: per questi, la sospensione terminerà il 30 giugno 2009.

 

I lavoratori dipendenti, che in questi mesi avevano beneficiato della sospensione delle ritenute/trattenute in busta paga, dovranno rimborsarle in cinque rate soltanto, a partire dalle retribuzioni corrisposte nel mese di luglio 2009: e la busta paga si farà certamente più leggera, anche se l’emergenza non è terminata.

 

L’Ordinanza ha, comunque, confermato la sospensione fino al 30 novembre 2009 a favore dei soggetti aventi domicilio fiscale o sede operativa nei comuni “dentro il cratere“.

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Un commento a “Sisma in Abruzzo: contribuenti “fuori cratere” alla cassa”

  1. Gianluca scrive:

    Perchè il governo non ha semplicemente previsto un periodo di esenzione fiscale (totale, parziale o a scaglioni) per i redditi prodotti nelle zone terremotate?
    I lavoratori subordinati ed autonomi lo avrebbero percepito come un ulteriore stimolo alla ripresa dell’attività economica.
    O no?

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